Moderatamente trascuro l'esteriorità. Poiché gli interni mi appagano tutto il tempo. Almeno finché fa freddo.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 18:53
lunedì, gennaio 29, 2007
ArgoMentz: smettiladitoccartilaluna


La prima volta suonò lei il campanello. Ma io non le aprii.
La seconda volta suonai io. Mi aprì, ci guardammo e richiuse la porta.
La terza volta non suonò nessuno dei due. Furono i suoi occhi a dirmi di entrare in lei. Io non le chiesi di certo permesso e lei me ne fu grata.

 

Compendio.
"Le donne intelligenti sanno quando resistere e quando cedere, sanno fin dove far male e farsi male, godere e ricambiare... Peccato che ne fabbrichino sempre di meno". E le riconsegnai la chiave.



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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 19:31
domenica, ottobre 29, 2006
ArgoMentz: smettiladitoccartilaluna


L’Imbrogliarsi dei fili non si racconta con una storia lineare. Ci vogliono le strette dell’Intestino per capirci qualcosa di più. E fin qui non c’è criptologo che potrebbe estrapolarci un senso. Ma passiamo ai personaggi.

C’è una donna. E nel suo ventre un germoglio. C’è un uomo che la vorrebbe anche solo rintoccarla a mezzanotte. Ma le campane non suoneranno più. Si dice che il Diavolo le abbia ammutolite con un sortilegio. L’Uomo Che Vorrebbe rinuncia ai suoi desideri e conferisce alla Donna con il Germoglio l’innocente ruolo di Musa.

C’è un Diavolo. Che dell’Innocenza non sa che farsene se non girarci intorno e sporcarla al momento opportuno. Basterebbe una lingua infilata in orecchio. O poco più. O quel tanto che basta sulla bocca, un bacio, una mano infilata. E tutto ciò che ne consegue. Il senso si completerebbe e il groviglio dell’Intestino si scioglierebbe.

L’Uomo che Vorrebbe tiene a freno il Diavolo con un convincente pensiero: Suvvia che questo groviglio è più piacevole nel garbuglio che nel suo sciogliersi.

“Hai ragione” Rispose il Diavolo sorseggiando il suo vinello “ma una leccata è una leccata (E qui il Diavolo bestemmiò)”.

Intanto, la Donna con il Germoglio si accarezza il ventre sperando che sia Femmina e tergiversando con il pensiero nei bassifondi dell’Uomo Che Vorrebbe. “Chissà come sarebbe stato se”.

Chissà se è vero che, a seconda di dove muore un Se, nasce un Angelo o un Demone. Chissà se.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 15:16
giovedì, settembre 07, 2006
ArgoMentz: smettiladitoccartilaluna



Mi sveglio con due donne nel letto. Una mi bacia vicino alla bocca, l’altra me lo tiene in bocca. Non le assaggio ma so che hanno entrambe un buon sapore. Quello di mia cugina quando si ubriaca. Si guardano con rivalità. I loro gesti hanno una meccanicità che mi disturba. Troppo facile stare qui con loro. Troppo facili le loro bocche. Mi alzo e me vado in soffitta. I muratori lavorano senza badare a me. Tra di loro c’è una Ragazza col Pennello che non ho mai visto prima. La osservo mentre dipinge. Sicuramente finge di non vedermi.

Le Due Donne Rivali gironzolano nude tra l’indifferenza dei muratori. Mi si parano davanti. Mi disturbano la visuale della Ragazza col Pennello.
“Portate la vostra figa altrove”  e le scosto con la mano.
Se ne vanno.

Guardo la Ragazza col Pennello che finge di non vedermi. E’ lei che vorrei. Sì, è sicuramente lei.

Che voglio.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 14:21
martedì, settembre 05, 2006
ArgoMentz: smettiladitoccartilaluna


IN PRIMIS. 
Il Ritorno non mi appartiene. Soprattutto quando non c’è stato nessun Viaggio. Solo qualche Quarto d’Ora degno di nota.
Non mi resta che convertire mentalmente il Ritorno con un Inizio.
Il Bianco. Per cancellare e purificare.
Il Nero. Per incidere e inventare.

NEWS
E intanto, mentre scrivo arriva la Bella Notizia. La campagna Vino Frechello (quella del Maialino, Mucca e Pesce) entra in Short List al New York Festival. Non male come Inizio di questo nuovo Giro.

Il Quarto d’ora.
In quanto a questo voglio scriverci qualcosa quando e se diventerà una Mezz’ora.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 11:03
lunedì, agosto 28, 2006
ArgoMentz: smettiladitoccartilaluna


Il futuro prossimo venturo di un destino crudele passerà per in un campo di Pomodori?
Sono certo che la risposta è fra le pagine de L’Idiota di Dostoevskij che qualcuno degno di nota tiene sul suo comodino in compagnia di altri elevate letture. Il Libro in questione non l’ho mai letto. Non ho mai letto nulla di Fedor, forse per timore che non mi piaccia o forse me lo sto semplicemente tenendo per ultimo, come il boccone buono, il gamberetto più grosso, la carne intorno all’osso.
Altre risposte al quesito potrebbero trovarsi nel Cortile dei Folli di Goya. Ma la pazzia alberga anche altrove, soprattutto nel ‘400, dove si credeva che la pazzia fosse causata dalla presenza di una pietra nella testa.
Tolta la pietra, la testa si sgonfiava e si tornava normali. Peccato che nessuno sopravvivesse all’intervento.


Intanto, il Coniglietto Incazzoso Guardiano dell’Acqua s’è adagiato sopra la rubinetteria del lavello pronto a trivellare di sguardi caustici chiunque dimeticasse l’acqua aperta. Le carestie, soprattutto d’amore non si risolvono con una pioggerellina.


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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 10:03
giovedì, luglio 27, 2006
ArgoMentz: smettiladitoccartilaluna


Finisce che Lei inciampa.
Andirivieni di gelosie e telefonate notturne. Il credito finisce sempre sul clou della situazione. Come lo spiego io a quel bastardo che c’è in me che da quando facciamo i bravi con quelle meravigliose infradiciate femmine ci va peggio? Stanotte lo libero da ogni vincolo e torniamo allo stato brado.
Se continua di questo passo diventerò arido.

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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 14:08
mercoledì, luglio 19, 2006
ArgoMentz: smettiladitoccartilaluna


L’atto avrebbe potuto apparire osceno ma lei stava solo mangiando una banana in luogo pubblico. Fortunatamente non c’erano vigili nei paraggi. E neanche albanesi. Solo qualche bancario in pausa pranzo. L’atto in sé non la preoccupava e la banana si lasciava accorciare morso dopo morso senza scomporsi dalla sua atavica bananità.
“Ambhé?”
“Ambhé cosa?”
“Allora tra di noi c’è una storia?”
“Non so, dai ne riparliamo quando ho finito la banana. Ti spiace?”

Due anni dopo camminando lungo una spiaggia deserta del mar rosso. Mano nella mano:
“Allora?”
“Allora cosa?”
“Due anni fa, ti chiesi se tra di noi c’era una storia ma tu eri troppo impegnata a mangiare una banana per rispondermi”.
“Ah sì, ricordo”.
“…”
“Eh”.
“Quindi?”
“Come sei impaziente… dai, ne parliamo in albergo”.
 
Cianquantun’anni dopo in giardino.
“Quindi?”
“Quindi cosa?”
“Ti ricordi di quella volta in spiaggia… il mar rosso… l’albergo, poi non ne abbiamo più parlato”.
“Sì ero stanca sono crollata, ma quel era il nocciolo?”
“Uff… Se tra di noi c’era una storia”.
“Ah. Ora sì. Direi che ne abbiamo una”.
“Me la racconti?”

Fu così che quella notte e le notti avvenire questi due ebbero una storia. Da raccontarsi.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 11:57
lunedì, giugno 12, 2006
ArgoMentz: smettiladitoccartilaluna


In una casa trucidata di proiettili. Le scale sono di legno marcio. L’umido della muffa intorpidisce l’aria. Siamo in due ma l’altro è un esempio di Me Riflesso. E’ evidente dallo sguardo che ci stiamo così sul cazzo che. Lui spara per primo. Io lo colpisco con un martello. Lui ricambia con un’altra fucilata. Mi colpisce ma non mi uccide. I suoi colpi sono finiti e io mi rialzo piuttosto incazzoso. Sfero un altro colpo con il martello. Lo colpisco in faccia. Ma niente schizzi di sangue. Quell’imperturbabile Me Riflesso, non si scuote di niente. Sul tetto del palazzo. Intorno non c’è nulla se non un cupo oblio. Un mare di lava azzurra bollente. Questa volta ce l’ho io il fucile. E lui ha paura. Arretra fin sull’orlo. Un ultimo sguardo. Gli sparo nella pancia. Non si sventra quel Me Bastardo che cade e non si sfracella. Ora siamo sul ponte sospeso e sotto scorre un fiume di Oblio. “Adesso ti faccio vedere come ti uccido”. Gli dico io. E lo prendo per la testa. Gli infilo le mani in bocca e tiro. Tanto da allargagliela, tanto da smascellarlo, tanto da strappargli via il cranio. Ancora ride quel Me Riflesso, Me bastardo e allora lo scaglio nel fiume. E qui sento una sorta di macabra soddisfazione intorbidita dal vomito. Mi sveglio con il pensiero dell’Oddio che ho fatto? Mi riaddormento e mi ritrovo sulle rive di quel fiume. Ho fra le mani il cranio vuoto di quel Me Riflesso. Qua e là ci sono resti di bestia che distillo in un nuovo cervello da infilare nel cranio (e qui il sogno diventa troppo confuso). Finisce tutto con un’alba e il sapore amaro dello smascellamento. Sulle mani sento ancora la sensazione dei denti. Finisce tutto senza sensi di colpa e una celata soddisfazione di macabro.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 10:47
mercoledì, maggio 10, 2006
ArgoMentz: smettiladitoccartilaluna


A volte. Una brezza di calore rallenta e si sospende sullo sterno. Potrebbe essere una parola. Di quelle che basta dire sottovoce, nel momento meno opportuno, per generare una confusione tale da sembrare amore.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 15:00
venerdì, aprile 28, 2006
ArgoMentz: smettiladitoccartilaluna


Quasi 33 anni e ancora così Impaziente di esistere. Fortunatamente non fumo e bevo solo buon vino. Non so parlare l'Inglese ma lo capisco a tratti. Devo riuscire a trasformare questo svantaggio in qualcosa di meglio di un balbettio. Ho una nuova amica: una bambolina Voodoo che solo per il suo inquietante aspetto tiene lontani i Demoni degli Altri. Ho quasi 33 anni e già sono stato crocifisso 4 volte. 4 volte risorto. E non ho ancora nessuna intenzione di ascendere alla destra del Padre. Ho quasi 33 anni e ho voglia di un figlio che mi riempia di "Perché?".
Non vedo l'ora di avere la pazienza di rispondere ai suoi Perché.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 09:29
sabato, aprile 15, 2006
ArgoMentz: smettiladitoccartilaluna


Eravate così brave. Quell’estate nella villa del nonno.
Per tutto il tempo che avete giocato a sfiorarvi le labbra io ho guardato il cielo. Quando avete imparato a toccarvi là, dove esce la pipì, io accarezzavo i gatti perché s’addormentassero. Poi è arrivata quella domenica pomeriggio che faceva troppo caldo e mentre voi suonavate al piano, io ho imparato a spogliarmi con pudore. Di quel rossore che mi spiccava tra le gambe eravate curiose. Le vostre mani lo toccavano come se mi suonaste. I giorni a venire, sono stati illuminanti per me. Ho capito quanto poco basta per andare lontano.

Eravate così brave.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 17:51
lunedì, ottobre 10, 2005
ArgoMentz: smettiladitoccartilaluna