Mi trovo in un bosco di montagna (un bosco famigliare, sento che ci sono già stato, in altri sogni, lo trovo più verde e rigoglioso delle volte precedenti). Sento delle presenze intorno a me, forse delle persone nascoste tra i rami.
Mi guardo intorno e vedo un paracadute impigliato tra i rami di un albero. Mi avvicino e noto che attaccato al paracadute c’è il modulo di una navetta spaziale. Sento il fascino di un mondo che viene da lontano, la paura che intorno a me ci siano delle forme aliene.
Stacco.
Mi ritrovo in bilico su una trave. Vertigine. Capisco che sono dentro la mia casa-stalla-fienile. E’ tutto pericolante. Ho la sensazione che se mi muovo anche solo di un poco tutto potrebbe crollare. Mi sento intrappolato. Ogni piccolo movimento potrebbe essermi fatale. Ma non posso rimanere così. Con un balzo raggiungo un’impalcatura di tubi innocenti che sorregge un’ala della casa. Mi faccio forza e inizio a smontare l’impalcatura. Voglio sistemare la casa, ricostruirla, ma senza buttare il materiale che ho. Mi muovo agilmente balzando da una trave all’altra. Sollevo dei tronchi pesantissimi calibrando i pesi, saltando qua e là. Mi sento sicuro di me nonostante il caos e il pericolo che tutto crolli.