Hanghead n. 1

L’uomo che vedeva il vero Io di chi lo guardava e non sapeva come dirglielo.


Il Primo di una Serie di Personaggi realizzati in argilla, gli HangHead, che esprimono una massima su cui riflettere. Io non ci ho mai riflettuto più di tanto però mi perdo a guardare cosa indica. A volte lo sposto da una stanza all'altra e gli faccio indicare qualcosa e poi alzo lo sguardo e la vedo. Una sera l'ho portato in un bar e lui guardava tutti, e tutti lo guardavano. E' lì che al terzo Rum, ho capito che lui vede il vero Io di chi lo guarda.

Sono oggetti d'arte che riservo esclusivamente alla vendita su e-bay. A questo Link: HangHead

La vendita su E-bay è un esperimento, quindi il prezzo è decisamente basso.

Stavolta non vi metto nessuna immagine, così andate a vedervelo su ebay. (Ahah. Che divertente. hem... rido perché lo avete già visto)

Un po' mi viene da... (lacrimuccia)... sì insomma ormai sono due settimane che ci vivo con questo Omino. Però, come tutte le mie opere, è giusto che partano, che vadano a esplorare il mondo per me.
Un giorno le rivedrò tutte, là dove tutte le cose vanno, e allora mi stenderò su una nuvoletta (più probabile che sia una brace) e mi farò raccontare le loro storie.
Bene, basta con i sentimentalismi.


NB: Le spese di spedizione non sono 15 Euro. E' stato un errore. Su quelle cose ci si accorda.


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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 23:46
martedì, novembre 29, 2005
ArgoMentz:


Il 29 Novembre 2005 fino al 30/01/2006 alla Triennale di Milano.

OGGETTI ESISTIBILI. La pubblicità fa design.

Se volete farci un salto troverete anche "un'opera laterale" dello Scalet.

Di seguito il comunicato stampa.

Questa mostra indaga una particolare relazione tra design e pubblicità, presentando 30 campagne pubblicitarie, realizzate dalle principali agenzie creative italiane e ne riproduce i relativi modelli tridimensionali: oggetti d’arredo, prodotti alimentari e cosmetici, imballaggi, capi d’abbigliamento, accessori moda...Particolarità di tali oggetti consiste nell’essere nati esclusivamente per comunicare e non per essere venduti, invertendo la sequenza logica per cui prima si vorrebbe vendere e quindi si comunica. Gli oggetti rappresentati, sospesi tra reale e virtuale, tra gioco e citazione, sono organizzati in quattro categorie che ne descrivono il processo creativo: assemblaggio, estensione, ingrandimento, ibridazione.

I 30 modelli prodotti, selezionati dal comitato scientifico, sono i protagonisti emblematici di un fenomeno comunicativo emergente e al tempo stesso la dimostrazione della fluidità con cui si muove la creatività nel XXI secolo. Infatti i 30 modelli sono al tempo stesso comunicazione e design, oggetti carichi di riferimenti ed echi dalla Storia della pittura e dell’arte, piuttosto che applicazione disinvolta delle formule del brand business e delle prassi del marketing.

Nel giorno 29 Novembre 2005 siete invitati a due eventi di apertura:
alle ore 12.00 si terrà la conferenza stampa, presso la saletta adiacente il Design Caffè.
Nella stessa sede, alle ore 15.00 saranno dati gli avvii ai lavori del convegno sul tema “Fenomenologie dell’Esistibile”

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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 11:42
sabato, novembre 26, 2005
ArgoMentz: apparizioni


Il mio non è solo un punto di vista. E' anche la messa in evidenza dell'Assente. Ciò che il mio punto di vista non coglie, mi manca. Una mancanza quasi affettiva. Un moment de perdu.
Le sue palpebre non fecero in tempo a chiudersi che le fui dentro.
"Shh" disse accennando un movimento rotatorio col corpo "non dire nulla e rimani fermo così".
Così dicendo proseguì. Un mezzo giro in senso orario e un altro mezzo in senso antiorario. Un esercito di brividi marciavano lungo la mia spina dorsale.
La Mancanza, mi assillava. Questo star fuori, inesistere ad ogni mio sguardo.
"uhummmm dio! dio! dio!" disse mentre le venivo dentro.
E' la fuoriuscita dell'divino dall'umano. Ecco cos'è che non fa cogliere l'Assente.
"Sì, l'idea è degna di te". Disse staccandosi piano da me.








Illustrazione di Carl Breuer-Courth (1920)


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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 19:49
sabato, novembre 19, 2005
ArgoMentz:


Sto cercando di cambiare template.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 21:53
venerdì, novembre 18, 2005
ArgoMentz:


Mi bruciano gli occhi ma ho in mente un test. devo Scriverlo subito prima che mi si secchino i bulbi oculari.
Dunque.
1. L'ultima volta che hai visto un Deburzico Invertito All'Ennesima come ti ha salutato?

2. In cambio di quale tipo di prestazione sessuale ricambieresti con una prestazione sessuale?

3. Se capitano tutte a te perché a me neanche una?

4. Ha più lische di un fiasco un ramarro baciato in rima o suo fratello?

5. Chi sono se tu fossi me?

6. Ho sonno, come mi consigli di dormire?

7. Perché non porto l'orologio?

Ecco.
Dai su rispondi se ne hai il coraggio.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 23:23
mercoledì, novembre 16, 2005
ArgoMentz:


Non avevo mai sognato i Gattoserpenti.
Gattini teneri ed affettuosi ma con i denti avvelentati e la coda a sonaglio. Provate voi a fare le coccole ai Gattoserpenti se ne avete il coraggio.

Li ho trovati sulla Luna. Qualcuno li voleva uccidere per cibarsene. Sulla Luna ci sono finito per caso. Avevo sono una bottiglia d'acqua. Tre giorni sono resistito, poi sono partito per l'Africa. Ho seguito la mappa. Le ziggurat volevo visitare ma in troppi siamo partiti. Erano troppo lenti i miei compagni di viaggio. La lentezza mi perseguita. Io frenetico disordinato. Due donne mi stavano intorno. Dal pigiama mi si vedeva il cazzo che tirava. Un po' me ne vergognavo, ma ero anche fiero di quel cazzo che duro spuntava da sotto. E più lo nascondevo, più loro lo volevano vedere. Solo vedere, niente toccare. Se poi quelle donne fossero i Gattoserpenti? Non so. Se solo avessi una vanga. Una sola, per ribaltare la terra e guardare sotto.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 11:32
lunedì, novembre 14, 2005
ArgoMentz: foto


I miei avi non avevano allergie. Non hanno lasciato documenti compromettenti sulle loro attività illecite. La loro massima espressione artistica era scalare montagne e sventrarle col piccone. Non ci sono mai stato là sotto, eppure da piccolo mi affacciavo alle miniere che avevano scavato. Il respiro profondo della terra ha un sapore freddo, misto morte, misto universo.

Dei miei avi ho preso la metafora del loro vivere, questo scavare nel profondo, questo scalare cose più grandi di me.

Ora non mi resta che levigarmi l’anima. Voglio togliermi un po’ di spigoli ma mantenere intatto il labirinto.

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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 12:08
venerdì, novembre 11, 2005
ArgoMentz:


Di stanotte un sogno. In alta montagna, sulle rive di un lago. Seduto su una sedia di ferro battuto, disegno sul mio blocco degli appunti. Si avvicinano 4 ragazzi. Sembrano usciti da Cambridge. Mi guardano incuriositi. Uno di loro inizia a sfottermi. Lo fisso come per dire non è il momento. Ma il coglione prende l’astuccio con le mie matite. “Eh no, Appoggiale subito” gli dico. Lo stronzo ride, prende una delle matite e fa il gesto di buttarle nel lago. Balzo di scatto su di lui, lo afferro da dietro, gli sfilo la matita più dura e appuntita che ho (h9) e gliela conficco nel collo. Il tipo non molla. Gli scarabocchio il cranio pelato. La cute si taglia. Sprizza sangue. I suoi amici intervengono e ci dividono. Le matite cadono per terra, tra i sassi. Io sono furioso. Loro mi si scagliano addosso in massa. Finalmente se ne vanno. Malconci loro e malconcio io. Mi esce il sangue dal naso. Mi pulisco con l’acqua del lago. Stacco. Scendo dalla montagna. A pochi metri da me, su un altro sentiero, due ragazze armate di mannaie e forche scendono anch’esse la montagna. Alcuni ragazzi le prendono a sassate e a male parole (perché erano lesbiche e si erano appena sposate). Afferro un sasso e lo tiro ad uno di questi deficienti. Lo colpisco in testa. Questo si incazza e io gli dico: è bello essere presi a sassate eh? Lui non fa in tempo a prenderne uno per tirarlo a me che gli sono addosso. Faccio a pugni anche con lui, finché non gli rovino la faccia. Stacco. Accompagno le ragazze fino a valle. Non ricordo come ma mi arriva sotto mano una rivista d’arte dove si parla di me. Una recensione che me ne dice di ogni. Io sulle prime mi incazzo poi mi dico: machissenefrega, io vado avanti per la mia strada. Nel mentre arrivo a valle. Ma non c’è nessun paese, solo una ostica palude putrescente e maleodorante. Non ci sono sentieri, nulla che possa indicarmi una via. Scendo nell’acqua torbida. Mi arriva fino alle spalle. Mi muovo con fatica, ma senza paura. Improvvisamente davanti a me emerge dall’acqua la mano di una bambina con un pezzo di legno stretto forte tra le dita. Vado verso di lei con foga. Tiro su la bambina dall’acqua. Sembra muoversi, sembra che respiri ancora. Invece è morta… Guardando bene noto che è morta da giorni. La rilascio nell’acqua. Il suo corpo sprofonda ma la sua mano riemerge dall’acqua come un monito. Forse trascinata da una corrente sotterranea o forse perché la bimba (come sembrava di percepire a me) sotto quel fango viveva ancora, la mano mi fa da guida. La seguo. Le acque della palude diventano fiume, si fanno più limpide. C’è una cascata. Mi lascio andare e mi sveglio… FINE.

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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 11:12
lunedì, novembre 07, 2005
ArgoMentz:


La Natura non riflette, afferra e rilascia.
Non ci sono interpretazioni alla sua semplicità.
Il suo agire è già di per sé rivelatore di bellezza.

Viaggio a New York - 2005 - Sergio Scalet

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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 17:53
martedì, novembre 01, 2005
ArgoMentz: