Stanno bene le mie donne appese là dentro. Si sono già ambientate. Stasera miriadi di occhi le guarderanno e se le porteranno via sulla retina e forse anche nella carne.
Bon voyage.
Eravate così brave. Quell’estate nella villa del nonno.
Per tutto il tempo che avete giocato a sfiorarvi le labbra io ho guardato il cielo. Quando avete imparato a toccarvi là, dove esce la pipì, io accarezzavo i gatti perché s’addormentassero. Poi è arrivata quella domenica pomeriggio che faceva troppo caldo e mentre voi suonavate al piano, io ho imparato a spogliarmi con pudore. Di quel rossore che mi spiccava tra le gambe eravate curiose. Le vostre mani lo toccavano come se mi suonaste. I giorni a venire, sono stati illuminanti per me. Ho capito quanto poco basta per andare lontano.