Forse è la presenza di un canovaccio inconscio che cadenza l’articolarsi della vita. Forse la fantasia è il domani visto dal giorno dopo. Forse voi non sapete ancora nulla di quello che ci fu spiegato.

Come Ci Fu Spiegato - 2005 cm 100x60. Sergio Scalet.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 10:14
mercoledì, giugno 29, 2005
ArgoMentz:



Tre quarti d’ora di Lei sdraiata nuda sul tappeto e un ordigno termonucleare nell’armadio. Un intollerabile ascetismo mi blocca alla sedia. Anch’io nudo, con lo sguardo basso, e le mani stranamente ferme. Lei ferocemente immobile nel suo pudore adolescenziale. Solo il suo sguardo sembra muoversi in questa impalpabile penombra. Tre quarti d’ora sembrano più di un’ora quando è il ticchettio di un timer a scandire il tempo. Abbiamo deciso di non toccarci. Solamente nudità e nudità. Nessuna contrapposizione di tatto, abbastanza distanti da non sentire i nostri profumi, nessuna concessione al nutrimento carneo. Sembriamo scampati al diluvio universale e invece siamo solo laconici prigionieri in una cripta urbana di cui nessuno ha mai notato l’esistenza.
C’è del sacro nella poca luce che le bagna la pelle del ventre.
La sua schiena mi ricorda gli angeli ribelli quando caddero, al rumore che fecero, agli alberi che bruciarono intorno al luogo dell’impatto.
I miei occhi stanno imparando una nuova tattilità.

“Ho il profumato bisogno di te”.
Cos’è questa novità crudele della parola… Non le rispondo. Non doveva parlare.
“Avvicinati solo un po’’”.
Non doveva parlare. Non erano queste le regole. Non potevi resistere ancora qualche minuto? Il timer dell’ordigno scivola lentamente verso i 5 minuti.

Mi alzo dalla sedia, mi chino su di lei e le rilascio un bacio sulla pianta di uno dei piedi. Lei lo scosta lievemente.
“Sei la solita volpe rincoglionita” le sussurro “adesso come penitenza lo disinneschi tu l’ordigno”. Le stringo una caviglia con la mano “E’ nell’armadio”.
La bellezza ha in sé la verità dogmatica di una bomba, penso, mentre guardo le sue mani trafficare con i fili colorati dell’ordigno.

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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 11:28
giovedì, giugno 23, 2005
ArgoMentz:



Sbuffo. Quasi mi spiace che il mio omeopata mi abbia detto: "Lei è sanissimo, a parte il test dei colori che li ha scelti in una combinazione che solo un pazzo…".
"Boh" gli rispondo io.
Sanissimo, lucido, un po' troppo serio forse, dice lui.
Eppure nell'intimo sono un giullare. Insomma, ho quasi 32 anni, un minimo di serietà da responsabilità uno la deve avere. Con due lavori che richiedono sempre la mente attiva e creativa 24 ore su 24. Bilanciamo: nuovi quadri all'orizzonte in preparazione del Tour di mostre che avrò in autunno.
Cambiamenti in vista: gestibili.
Eppure mi manca una modella per fare delle foto decenti. Una che non si faccia troppi problemi se le devo infilare qualcosa, se le chiedo pose o contorsioni improbabili. Insomma una bambolina volutamente oggetto, consapevole e dallo sguardo intelligente.
No perché sono stufo di ispirarmi a persone che non stanno ferme, che non fanno quello che dico, che si fanno troppe seghe mentali, che non si presentano agli appuntamenti, che “ma poi se mi riconosce il mio fidanzato”. Cazzo.
Dov’è finita la donna oggetto?
Ok mi scarico un programma per modellare corpi in 3d e risolvo il problema.


Sbuffo.

(La foto non è mia, non ricordo dove l'ho presa, ma sicuramente rende l'idea di quello che voglio dire)

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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 12:24
martedì, giugno 21, 2005
ArgoMentz:


Guido male anche nei sogni, e in più con il terrore che non sono assicurato. Mi urlavano dietro: PIRATA! Coglione! Io con la mano mi scusavo e facevo segno con l’indice che era colpa della macchina. Il mio l’Omino dell’Inconscio non ha scherzato stanotte e ha tessuto un bel sogno chiaro e limpido: tu stai guidando la tua vita in modo imbarazzante e perisoloso! Mo’ te lo dico, se vai a sbattere son cazzi tuoi. Invece no caro Omino, anche tu sei a bordo di questa sgangherata Jaguar (Jaguar perché fisicamente assomiglio ad un giaguaro con la sindrome da bradipo), qui si va a sbattere tutti. Non ci resta che il becchino ebreo che ho sognato l’altra notte, lui sapeva come varcare le porte dimensionali, devo tornarci. Me lo segno sull’agenda del cellulare: sognare becchino ebreo e farsi spiegare meglio come viaggiare in altre dimensioni. Aspetta, ora che mi rimbalzano gli altri sogni di stanotte, io ho un credito con una imprecisata società di organizzazione eventi: la conferenza su Pavese. Io stanotte ho fatto una conferenza su pavese, con inserti filmati. Sì è vero era uno schifo di conferenza, non mi ricordavo neanche la data di morte. D’altronde erano tutti manager cinesi. Però il lavoro è lavoro. Segno sull’agenda: ricordarsi di chiedere il pagamento x conf. C’erano anche i miei cani. In tutti i sogni importanti alla fin fine trovo conforto nei miei cani.

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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 10:47
giovedì, giugno 16, 2005
ArgoMentz:


Le donne hanno più paura di un uomo stupido che di un assassino intelligente.
E’ anche vero che le donne sono attratte da ciò che le spaventa.
Per questo spesso si trovano donne intelligenti vicino a uomini stupidi.
E agli assassini intelligenti non resta che il silenzio (degli innocenti).


Ci sono certe donne che hanno una forma di Innocenza da vigneto e capisci subito la qualità di vino che diventeranno.
Le migliori sono quelle che il giorno dopo l’ubriacatura non ti lasciano il mal di testa.

ENGLISH:
Women fear more a noob than a clever killer.
It is also true that women are attracted by what they are scared of.
For this reason clever women often chose noobs.
And clever killers remain in silence (of the lambs).

There are women that have a particular vineyard innocence and you shortly make out what quality of wine they are going to become.
The best women of all are those who don't leave you whith a headache the day after a drunk.

















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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 11:21
venerdì, giugno 10, 2005
ArgoMentz: english



L'Incustode - 2005 cm 70x45. Sergio Scalet.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 11:42
martedì, giugno 07, 2005
ArgoMentz:


Non ho mai preso un treno al volo perché non arrivo mai in ritardo. Sono puntuale come un treno svizzero. Ma questa è una delle poche perfezioni che mi concedo. Per il resto sono un coglione.
Ore 21.30… il treno rallenta, gracchia e si ferma. Stazione di Conegliano Veneto.
Scendo e m’infilo al bar. I bar di queste piccole stazioni sono un luogo di perdizione per la mia libido. Anche se non ne ho mai comprato una, m’immagino di essere un 15enne e scorro con gli occhi una serie di riviste porno disposte sugli scaffali.
Ordino un succo d’arancia e mi siedo ad uno dei tavolini.
Guardo l’orologio. Lei è in ritardo. I ritardi influenzano negativamente i rapporti.
“Hai portato l’Amuleto?” esordisce scivolando con la mano sulla mia spalla e dandomi un bacio sulla guancia.
“Certo, è tutto nella valigia”.
“Bene allora andiamo”.

Bagni lerci della stazione.
“Non vorrai che lo facciamo qui?”. Chiede lei.
“E’ la prassi, o così o niente”.
“Va bene”.
“Non preoccuparti devo solo sfilarlo e infilarlo”.
Tolgo l’Amuleto dalla valigia, lo scarto e lo lubrifico, mentre lei puntella la porta con una sedia.

“Apro il culo?” dice lei.
“Certo” e le infilo l’attrezzo.
“Dai ancora un po’”
“Non vorrei rovinarti lo sfintere”
“Spingi ancora un po’ che ci sta”.
“Come vuoi”.
“Bene così”
“Allora lo accendo?”
“Spetta che mi tengo…” e afferra stretto il bordo del lavandino “ok… vai”.
Con il pollice premo sul tastino nero e l’attrezzo si avvia, lento ma scaltro, si muove dentro il suo culo come l’archetto di un violino.
“mmmmmmmmm”
“come va?”
“Divinamente, prova a muoverlo circolarmente”.
“Ok”
“Ohh dio che roba assurda”.

Dopo venti minuti glielo sfilo. Lo pulisco e lo riavvolgo nel suo astuccio sterilizzante.
“Allora?” Le chiedo.
“Notevole, ma non possiamo continuare?"
“Mi spiace fra un po’ ho il treno”. Le dico io chiudendo la valigia e liberando la porta.
“Toglimi una curiosità, ma quanti appuntamenti hai al giorno?”
“Tre o quattro, dipende. Non avendo la macchina ricevo solo nelle stazioni, mi muovo in fretta e poi in treno posso leggere”.
“Giusto, bene allora buon lavoro”.
“Grazie”

Salgo sul treno pensando che non so. Non so se questo è il lavoro che volevo, ma di certo la soddisfazione di accontentare quella fetta di mercato femminile che ama prenderlo nel culo pensando che così non succederà metaforicamente nella loro vita, non so, ha del mistico.
Mi siedo al mio posto, prendo il libro della settimana, recupero il segno e mi perdo altrove.











































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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 17:21
mercoledì, giugno 01, 2005
ArgoMentz: