Data la mia scarsa conoscenza dell'Inglese ho deciso di impararlo applicandolo. Volevo scriverci un racconto ma ne è uscita una sorta di poesia, non so. Forse potrebbe essere un pezzo di canzone. Non so.
I’m the Invisibile man. I’ve got a piercing glance
I see my hands and your arms like branches.
Invisibile branches twist on our souls.

Please, don’t loose this tie anymore.
For there is an Invisibile man soaking you wet
May it be honey or poison, but it is always essence of me.

I remember that you don’t tell lies
For there is an Innocent girl living in you.
Maybe one day she will fade away.
And only an Invisibile man will stay.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 15:54
lunedì, maggio 30, 2005
ArgoMentz: english


"Non escludo di cambiare Paese entro l'anno". Disse lui. "Ah" E lei ci rimase di sasso. "Massì, che ci faccio in uno Stato che non cresce, che ha ridotto l'arte ad arredo, dove la gente è persa nelle fiction, nel calcio e via dicendo? Questo è un Paese troppo stanco per me". "Però si mangia bene e poi tu hai sempre sonno". "Già... " e si addormentò sul ventre di lei. "Piccolo lui che vuole conquistare il mondo..."
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 11:46
venerdì, maggio 27, 2005
ArgoMentz:


Oggi voglio concedermi la follia di non starci dentro. Te ne dirò una tavolozza. Tanto di colori ne ho da profanarti per ore. Allora, veniamo al sodo del tuo culo, questo Individuo Unico, le cui parti, due, variano in infiniti modi, senza alcun mutamento dell’Individuo Totale. E’ inutile che mi cammini davanti in quel modo, non ti bestemmierò addosso. Ti dirò solo che sei un po’ troia. Ma te lo dirò con un tono poco convinto, perché oggi ti voglio innocente. Ti sei mai passata sul pube una pietra bianca e smussata di un torrente alpino? E’ un atto così primordiale… lo condivideresti con me? Ricordi quando da piccola te lo prendevo in giro e tu già profetizzavi:
“Un giorno ti parrà così bello che non te lo darò”.
“Gne gne gne gne”.

Ne sono passate di ostriche sulla tua lingua, schiacciate contro il palato e ingurgitate, ed eccoci qua, con il mio desiderio e la tua negazione. Perché le mie mani non sanno stare al loro posto neanche durante la prima comunione di tuo cugino? Come mi sento Consustanziale al tuo corpo oggi. Tra la terra e la luna non c’è silenzio, è il sole che li fa dialogare, ci hai mai pensato? Ho voglia di prenderti a sprangate di carne.

Scusa sono vittima di uno Sturm und Drang di pianoforte (ti sussurro in Chiesa). Tu mi guardi come se avessi detto una oscenità. Corpo di Cristo. Amen.
Vado cercando la configurazione chimica che si sprigiona in primavera, quando il sole si sofferma sulla pelle di certe amabili creature e innesca quell’erezione chimica bastarda, defaillance bassoventrale spasmodica. In sostanza ho voglia di scopare, possibilmente di pomeriggio, dalle 15, ora in cui Pan Cazzo Dritto se ne va in giro per il bosco a caccia di Ninfette Ninfette, alle 24.05, perché poi devo prendere il metro. Sì, a casa tua, perché nella mia c’è gente. E poi mi piace di più essere osservato da soprammobili che non conosco.
“Ah, non hai soprammobili? Te ne faccio uno io, la sculturina di non so cosa”.
Morale: Tu sei una spavalderia illecita della tua Psiche.
“Lo mettiamo un elefantino bianco su quella mensolina?”

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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 11:31
venerdì, maggio 20, 2005
ArgoMentz:


La si potrebbe attraversare con un sogno. Invece le infilo la mano, a palmo aperto, in mezzo alle gambe. Gliela appoggio sul pube, glielo stringo come fosse di pezza e la sollevo due dita da terra.
“Lo sapevi che le costellazioni profumano di biancospino?” dice lei.
“E tu lo sapevi che l’amore è un atto di forza e che non c’è nessun limite logico alla sua applicazione?”
“Mettimi giù!”.
“Va bene…”
La si potrebbe attraversare con un sogno. Le sue mani hanno il sapore buono di mani sporche di colore. Mordendogliele riconosco il sapore del rosso e del nero, se le faccio passare la lingua tra le dita riconosco l’amaro del diluente.
“Sai di buono”.
E’ un temporale primaverile sospeso in una pozza limpida e bagnata che glielo infilo dentro, piano, assaporando il tocco entrante.
”Non è un’ombra e non è un soffio, è il mio raffinato Sciamano che ti viene a cercare” le dico io.
“In tutte le grotte della Cappadocia dovrà cercarmi” mi risponde lei, concludendo con un sospiro trafitto.
E intanto i nostri corpi vanno da sé… tigrecontrotigretigrecontrotigre…
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 17:41
lunedì, maggio 16, 2005
ArgoMentz:


Oggi catartiche pulizie di casa. E quindi anche interiori. C'è una sovrabbondanza estetica nel sole che ti entra a finestre spalancate, nel giro d'aria, negli spiriti giganti che sbuffano soffioni per indispettirmi. Ma tanto oggi non mi fregano. Sto interiormente pulito. Che mi frega dei soffioni?

 

 

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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 11:06
domenica, maggio 15, 2005
ArgoMentz:


Non ho altre Verità evidenti che questa.


La Cruda Verità 2005. Cm. 125x55 - Sergio Scalet

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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 11:43
lunedì, maggio 09, 2005
ArgoMentz:


Continuerà a piangere se non la uccido entro sera.
Dai suoi occhi sgorgano le immagini dello stupro subito. Gli Oracoli glielo avevano detto: “Non andare nel tal luogo alla tal ora.”.

Lei non aveva il navigatore satellitare, l’orologio glielo rubarono tre giorni fa.

“Vieni qua che ti imprigiono l’anima in qualcosa di definitivo”. Disse lo stupratore prima di aggredirla.

Ora, se ne sta stesa sul divano, con il suo pianto continuo e fazzoletti di carta umida tutt’intorno. Quante volte te le avrò ripetuto di ascoltare i lamenti funebri della tua lavastoviglie?

“Ho deciso di liberarti” le dico, avvicinandomi a lei come un prete nell’atto di impartire l’estrema unzione. Le taglio lentamente la giugulare.
Lei non reagisce, si lascia fare. Scivola lentamente giù dal divano. Il sangue si spande intorno, libero di fluire.
“Come convergono bene i tuoi occhi verso la morte…”.





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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 12:11
giovedì, maggio 05, 2005
ArgoMentz:


Oggi va che troppo lavoro e troppo caldo mi impediscono di creare.
Sullo sfondo: My Bad Days - Okkervil River.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 17:27
mercoledì, maggio 04, 2005
ArgoMentz:


“L’amore è… uscire da una 46 e rientrare in una 42”.
L’estate sta arrivando e le pubblicità dei centri estetici sono al top della loro demenza. Ti ci voleva un manifesto in metropolitana, in un afoso lunedì mattina milanese per capire che cos’è l’amore.
L’amore normalizzato nel punto medio del girovita, quel 42 non come ideale di bellezza ma come punto di accettazione. Amati e rientra in una 42 perché hai passato l’inverno della tua esistenza a fagocitare grassi animali e la bestialità della natura si vendica arrotondandoti. La pubblicità ti dice di mangiare. Sei in quel quarto di mondo di manzo estrogenato, ormonato normalizzato all’immagine ideale della carne. Per lo più insipida. L’occhio vuole la sua parte a discapito degli altri sensi assopiti. Poi, quando la tua carne si è ben ciccionata ti dicono che non ti sei amata. Ma come, That’s Amore Findus! Accessorium sequitur suum principale.
Toc toc, è ora evacuare lo status suino. Bevi di più pisci di più, l’acqua che elimina l’acqua. Asciugati o acciuga del mediterraneo, è ora bagnasciuga. C’è tutta una trascinazione carnale dell’amore in quel passaggio dalla 46 alla 42. Escatologia dell’estetica.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 10:15
lunedì, maggio 02, 2005
ArgoMentz: