La Maestra Ripetente



Dopo avermi ripetuto di non spaventarmi, mi fece entrare nella sua camera.
"Non è la donna che inganna l'uomo. E' l'uomo che è contento di essere ingannato". Le dissi io.
"Certo". Rispose lei.

La Maestra Ripetente di Sergio Scalet. - 2005. cm. 100x126. (Clicca sull'immagine per ingrandirla)
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 12:25
lunedì, gennaio 31, 2005
ArgoMentz:


Oggi voglio un mondo di bene al Mondo. E sento che anche il Mondo me ne vuole un mondo.
Mi darò alla mondanità.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 12:15
venerdì, gennaio 28, 2005
ArgoMentz:


“Mi identifico con tutti, anche i peggiori. E non ho ancora capito se questo sia un vantaggio o uno svantaggio. Tu che ne pensi?”
Ascoltando le sue parole avevo l’impressione di essere io a dirle. Le stavo seduto di fronte, le sue mani si muovevano perdendosi nella confusione di sottofondo del ristorante. I suoi occhi erano evasivi e io non avevo voglia di risponderle.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 12:32
giovedì, gennaio 27, 2005
ArgoMentz:


Che odiosa giornata del cazzo. Con gli occhi che svirgolano via e le parole che si fanno vive solo per lamentarsi invece di incastrarsi perfettamente dove dovrebbero cazzo. Fortuna che stasera vado a vedermi Battiato all'Alcatraz. E poi voglio dormire dormire e dormire e non svegliarmi se non ovunque ma non qui. I pavimenti scricchiolano e tra le crepe sale un freddo alito d'abisso. Spettrale e bastardo e insinuante. Cosa faccio con la graffettatrice in mano e il dizionario di inglese? Perché in questo testo non ci sono virgole? Perché la mia macchina fotografica non ha solo 2.1 megapixel invece che 8? Voglio una macchina fotografica nuova senza pagarla a rate e scopare tre giorni di fila mangiando costine di maiale e insalta e vino rosso e in un letto che non sia il mio. Ci sono troppi errori che si susseguono e si accumulano senza essere smaltiti. Ma dove finiti tutti quanti? Perché i link non funzionano quando la terra si brucia intorno? Non sono mai stato bravo a trattare le persone importanti. Dove le metto le uove? Non ho mai capito perché persevero a mischiare colori sbagliati che poi tanto danno il grigio palta. Dai basta. Adesso finisco il tea schifoso della macchinetta di questo ufficio verde pisello e mi concentro su una cosa una e la porto a termine. Tanto non lo farò. Ma se non lo faccio sono cazzi. Bene. Cazzi siano.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 16:41
martedì, gennaio 25, 2005
ArgoMentz:


Non riesco più a scrivere niente di decente.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 11:57
martedì, gennaio 25, 2005
ArgoMentz:


«Mi è venuta l’insana voglia di romperti qualcosa. Ma piano».
«Rompermi qualcosa, ma lentamente in modo che sia lungo e struggente sopportare che tu finisca».
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 11:25
lunedì, gennaio 24, 2005
ArgoMentz:


Sveglie Peripatetiche

Sveglie Peripatetiche 2. - 2005 . Sergio Scalet.

Per vedere l'immagine in grande cliccaci sopra.

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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 17:54
venerdì, gennaio 21, 2005
ArgoMentz:


Oggi è proprio una Ma che Cazzo di Bella Giornata Sei?
Un cielo abbastanza azzurro, un vento quasi tiepido stimolante idee e una caterva di sogni notturni che ancora si dilungano nell'aria. Quindi, è ora che mi dia da fare perché le Ma Che Cazzo di Bella Giornata Sei? non capitano spesso.

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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 12:16
venerdì, gennaio 21, 2005
ArgoMentz:



Nonostante la vita e la morte a volte si somiglino, oggi prevale la luce.
Lui, i cornicioni e l’asfalto sottostante sono solo un vago ricordo. Gli angeli e i giganti sono tornati nel loro paese d’origine. E’ rimasto solo qualche segno. Niente di così complicato da metabolizzare.

La Straniera. Frame 9. Tecnica mista su Tela Cm 30x20. Dicembre 2004 - Sergio Scalet
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 16:13
martedì, gennaio 18, 2005
ArgoMentz:


Io sono un brandello di umanità. Un corpomente di confine dove la purezza si fonde con la perversione, e la fisicità è esasperata dalla fascinazione del precipizio e dell’avvelenamento.
Io sono una sfumatura intrisa di pioggia in un giardino d’autunno. Sfilacciato incoerente ossimorico disperso nella curva di un malleolo.
E adesso fatemi finire la mia brioche alla pera e cioccolato perché è tardi e io sono più contemporaneo del neo. Quasi un del. Il resto è ritorsione.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 11:46
martedì, gennaio 18, 2005
ArgoMentz:


Oggi sembra che il mondo sì sia svegliato con metà degli abitanti altamente rompicoglioni e metà con i coglioni rotti. Io sono tra questi ultimi. E non ho intenzione di farmeli frantumare ulteriormente. Ma è probabile che succeda, e allora non so.
Non ho voglia di resistere. Oggi è un buon giorno per reagire.
NB: In caso mi licenziassero mi suggerite due tre posti dove mandare il C.V.?

Sto leggendo L'Amore di uno sciocco di Tanizaki e mi fa venir voglia di latte e stravaganze.
E sto ascoltando il Canone di Pachelbel che mi ricorda una preziosa amica e le sue mani che suonavano il piano quando ancora io non sapevo di Inesistere.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 10:50
lunedì, gennaio 17, 2005
ArgoMentz:


Non tanto tempo fa, nel paese Farlocco (Dall’inglese Far, lontano e dal latino loco, luogo), viveva un fabbricante di Tartarughe Pericolanti chiamato Detentrione. Un giorno, Detentrione mise a punto un nuovo prototipo di Tartaruga Pericolante con Vagometro Satellitare ingusciato. Sarebbe inutile dilungarsi in noiose descrizione tecniche dell’apparato, basti sapere che la nuova Tartaruga Pericolante riusciva a perdersi ovunque andasse e ad inciampare su se stessa e quindi a capovolgersi in modo totalmente casuale. A differenza dei vecchi modelli che si capovolgevano con una frequenza costante risultando a lungo andare prevedibili e noiosi. Tale rivoluzione tecnica ebbe ripercussioni indelebili sulla società di Farlocco. Le settimanali rappresentazioni di Tartarughe Pericolanti con il nuovo modello, generavano emozioni convulse negli spettatori, data l’alta imprevedibilità del loro lento incedere e dell’improvviso capovolgersi. Alcuni ridevano così tanto da non riprendersi più, altri vomitavano la prima comunione e la cresima, altri piangevano per ore e ore, altri ancora regredivano fisicamente all’infanzia, tanto che le scalinate si ricoprivano di feti. L’intellighenzia conservatrice del paese accusò Detentrione di destabilizzare la società, le Tartarughe Pericolanti vennero ritirate dagli stadi e lui fu esiliato in un isola lontana.
5 anni dopo, una Tartaruga Pericolante Gigante apparve sulla spiaggia di Farlocco. Gli abitanti accorsero ad ammirarla. Per due giorni la Tartaruga rimase là immobile, e gli abitanti si accamparono intorno e si calarono nella contemplazione del suo guscio mastodontico. Il terzo giorno, la Tartaruga in un improvviso sussulto si capovolse generando negli abitanti una gigantesca risata mista a stupore, tali da lasciare tutti secchi. Fu così che il paese Farlocco scomparve per sempre dalla faccia della Terra.

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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 10:52
giovedì, gennaio 13, 2005
ArgoMentz:


Era come stare sulle giostre, con miriadi di farfalle sfarfallanti nello stomaco. Tutti quegli sguardi e quelle parole pregne di emozioni da trasformare in altre emozioni… Un vortice di energia virtuosa. Nutrimento puro.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 10:55
martedì, gennaio 11, 2005
ArgoMentz:


Ecco lo sapevo, mi sto ufficialmente agitando.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 10:51
lunedì, gennaio 10, 2005
ArgoMentz:


Sono così tranquillo che Lunedì sarò agitatissimo.
Ieri sera pensavo a Colei che mi ha spolverato un lato di me e lo ha riportato alla luce. Buona parte di quello che porterò alla mostra lo devo a Lei. Vorrei tanto che ci fosse... Sicuramente sentirò qualche strattone al cordone ombelicale.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 17:41
sabato, gennaio 08, 2005
ArgoMentz:


Se lunedì sera non avete proprio niente di meglio da fare, vi invito tutti alla mia mostricciattola:

IL MOLTEPLICE RITROVATO
Una personale collettiva
Di
Sergio Scalet
A cura di Pamela Maione.
C/o LA CASA139
Via Ripamonti, 139.
Inaugurazione: Lunedì 10 gennaio 2005. Ore 21.30

Tre autori in uno, riuniti in questa esposizione di opere che permette al pubblico di riscoprire le molteplici sfaccettature di un’unica personalità. Tre personaggi, collegati ma diversi tra loro, che si esprimono ognuno in modo differente per far emergere la natura dell’artista.     

Due Cavalieri Inesistenti che convivono nella stessa armatura e un Fabbricante di Sveglie Peripatetiche, così l’artista ha voluto esprimere la propria soggettività. Un contorsionista un po’ paranoide, un cantastorie noir ed un burlone riuniti per permettere di indagare la natura nascosta che è in realtà in tutti noi.

In ognuno di noi si celano più aspetti, più personaggi, ciascuno con caratteristiche diverse e particolari, che rischiano però di essere schiacciati dall’Io dominante accettato e condizionato dalla realtà circostante. Eppure questi personaggi non scompaiono, e se trascurati possono infine dimostrarsi distruttivi. Ecco allora che, attraverso la comunicazione del proprio stato interiore e delle sue facciate, si può riscoprire e portare alla luce un sistema “intersoggettivo” in cui verità differenti, identità diverse e stili eterogenei convivono pacificamente.

L’espressione di sé attraverso forme variopinte come ancora di salvezza dei lati nascosti, questo il pensiero del giovane artista.

Un percorso artistico preciso, ma anche una riscoperta individuale.
(Copy Editor Silvia Galuppi)

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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 16:38
venerdì, gennaio 07, 2005
ArgoMentz:


Non vi ho mai raccontato di quella volta che...? No? Ebbene quella volta che... era un bel giorno di sole, non di quelli che quando esci di casa dici: che bella giornata. No, ma un giorno di quelli che quando esci di casa ti viene da respirare profondamente e dire: Cazzo che bella giornata! E nel mentre ti gratti un po' le palle. Giusto quel tanto per sentirti a posto con te stesso e la futura famiglia.
Ebbene in quella Cazzo che bella giornata me ne andai un po’ a zonzo. Ma non per le vie della città. No, in quelle Cazzo che bella giornata bisogna andare a godersele fuori. Così mi avviai lungo un viale alberato che giusto giusto portava fuori.

Improvvisamente, e c'è sempre un improvvisamente in queste storie, altrimenti come si fa a farle andare avanti? Dicevo, improvvisamente in fondo al viale vidi un mulinello di vento che faceva volare le foglie.
Ora, non so voi, ma io quando vedo un mulinello di vento in una Cazzo che bella giornata, lungo un viale che porta fuori, mi viene da buttarmici dentro.
E così feci.
Di corsa e oplà!!! Ero dentro. E iniziai a girare piroettare volteggiare nel vento.

Ora, dico io, il vento, che poi non si sa mai da dove viene dove va e cose così, ma di una cosa sola si è certi del vento, che ti fa volare.
Così, manco a dirlo, mi ritrovai in cielo. Ma su eh! Tanto su che le case di sotto sembravano tasselli di un mosaico astruso di un artista schizoide.
Ecco, ora, non so voi, ma io quando mi trovo in cielo, col vento, in una Cazzo che bella giornata mi viene da far la pipì.

Così mi tirai giù la zip e ppppsssssssssssssssssss pssssssssssssss... Sarà l'emozione. Non so. Certo che però potevo anche guardare giù, perché proprio là sotto, in quel preciso istante che la mia pipì esce fuori, ecco che passava un gabbiano.

Come dire, la pipì gli arrivò sulle piume.
Lui alzò lo sguardo e mi guardò come per dire: Ma porca eva! Non conosci il codice del volo? E' convenzione che quando si hanno certe urgenze, guardar di sotto! E far segno con l'ala! Eh!
"Son nuovo" gli dissi.
"Nuovo o vecchio ripassati il codice" disse lui. E virando tra le nuvole scomparve.
E mo' dove potevo trovarlo un codice, non è mica roba che trovi in edicola.
Ecco, ora non so voi, ma io ero uscito di casa per farmi un giro e mi ritrovai in cielo a cincischiar coi gabbiani petulanti. Ma chi me lo fa fare? Mi dicevo. Così, decisi di uscire dal mulinello di vento e tornare giù.

Ora, non è che si può uscire dai mulinelli quando si vuole, così… anche perché si rischia di precipitare. E infatti, improvvisamente, e qui ci sta bene un altro improvvisamente, perché sottolinea proprio la natura deficentoide del sottoscritto… dicevo, improvvisamente mi ritrovai a precipitare giù!
“oooooohhhhhhhhhh!!!!” e tra un precipitare e l'altro, non mi ricordo che ho con me un ombrello?
Eh già, direte voi, com'è che era una Cazzo che bella giornata di sole e tu sei uscito con l'ombrello? Eh vi dico io, ma farvi i cazzi vostri no? Sta di fatto che avevo con me un ombrello ecco.
Lo aprii giusto giusto in tempo per fare una dolce planata in un campo di fragole...
Come dire che mi sono sporcato macchiato e impastricciato tutto di fragole?
Ecco, come lo dissi alla mia mogliettina quando tornai a casa:
"Amore, senti mi son trovato in un mulinello e bla bla bla, volato e il gabbiano sai che per volare ci vuole un codice? e improvvisamente precipito e l'ombrello fortuna che... le fragole. Ecco."
"Sei solito cantastorie, ma vieni qua dai, spogliati che butto tutto in lavatrice".
"Oh grazie mogliettina mia, sai, se non ci fossi tu.... ci sarebbe qualcun'altra!"
Fu così che a queste parole, che a me parevano anche simpatiche, lei mi buttò fuori di casa... e ora, che fa uno che viene sbattuto così fuori di casa in una bella giornata di sole così? Ve lo dico io, che fa, se ne va al parco, aspetta che si faccia sera e poi va a puttane. Ecco cosa fa.

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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 10:51
mercoledì, gennaio 05, 2005
ArgoMentz:


Ho voglia di toccare l’aldilà di me stesso, ma tutte quelle spine, mi spaventano.
So che prima o poi lo farò. Per adesso mi accontenterò di guardare.

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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 09:47
mercoledì, gennaio 05, 2005
ArgoMentz: