
Nel 1610, anno in cui Galileo rese pubbliche le sue scoperte astronomiche nel Nunzio Sidereo, la mia Li’An era la figlia di un contadino della bassa padana. Io ero il capobranco di una masnada di cani randagi. Un giorno passammo nei pressi della cascina dove abitava la mia Li’An. Lei, piccola ignara, rimasta sola a giocare davanti a casa, suo padre nei campi a lavorare, sua madre morta l’anno prima di sifilide. «Ciao cane». Disse la mia Li’An lanciandomi un bastone. Così per gioco. Mica per altro. Ma mi colpì, giusto sul muso. Lei sorrise tirando su le spalle e facendo «hj». Io però non potevo subire tal onta, davanti ai miei sgherri. Cosicché la sbranai. La ridussi a brandelli. Quella notte ero pieno della mia Li’An e le stelle sembravano quasi sbavate. Forse dal pianto di un padre.
E' incredibile come ogni volta che dipingo di gran lena finisce che m'intossico, ritrovandomi una carovana di cammelli per casa. E' vero che il latte è come un antiveleno? Proverò.
E poi c’è lei, la ragazza straniera.
Non sapevo esistesse, ma un giorno il fornaio inventò le brioche alla pera e cioccolato. E adesso, tutte le volte che esco a far colazione con la voglia di quelle brioche, me la ritrovo seduta sulle scale.
Quando mi vede il suo sguardo declina verso il basso, mentre il mio risale lungo le sue parigine, si sofferma dove le ginocchia si toccano, per poi proseguire con un balzo oltre la gonna nera, fino a perdersi nelle insenature delle sue clavicole. Non è mai successo altro, finché stamattina, qualcosa…
“Perché sai la causa della mia presenza qui e non fai mai niente?” I suoi occhi si soffermano tenui sui miei.
“Devo ancora capire qual è il prezzo”.
“Prova a guardare il cartellino, magari lo trovi”.
Mi abbasso su di lei, le scosto il colletto della camicia, le giro intorno al collo con la mano, finché lo recupero.
“Ne devo vendere di quadri per permettermi una come te”. Le strappo il cartellino di dosso “Questo lo tengo come promemoria”.
In realtà sul cartellino non c’è nessun prezzo, ma una mappa che indica esattamente il luogo dove qualche giorno fa ho sepolto la mia Li’An.
Oggi le brioche alla pera e cioccolato sono un po’ meno dolci del solito. So che c’è qualcuno, che sente ancora l'essenza della mia Li'An. E che scaverà con le mani per tirarla fuori dalla fossa in cui l'ho gettata. Che le prenderà tra le mani i pedi, per pulirli e lavarli con cura dalla terra e baciandoli, tornerà a farla vivere come non sono stato in grado di farlo io.
Questo è accaduto ieri sera.
La mia Li’An crede che io stia dormendo. Si alza dal letto, va in cucina. Dopo un po’ la sento bisbigliare. Probabilmente sta al telefono.
“Non sopporterà di essere lasciato… Ti dico che non è il momento… Lo so. Anch’io vorrei stare con te… No, questo week end lo passo con lui. No ti dico… Smettila! Ci sentiamo domani… ti voglio bene”.
La mia Li’An rientra in camera e si infila sotto le coperte. Con una mano mi accarezza la spalla, poi mi bacia delicatamente sulla guancia.
“Dove?” dico io, con voce ferma, atona.
“Dove cosa amore?”
“Dove lo passiamo questo week end?”
“Non so, vediamo. Potremmo fare un giro fuori porta”.
Mi giro, l’abbraccio e le bacio. Lei è un po’ restia ma sentendo la mia lingua insistere, si lascia andare.
C’è un uomo nella foresta. Trascina un sacco nero. C’è un faggio nella foresta. Sotto c’è un uomo che svuota un sacco nero in una buca. C’è un letto in una casa della grande città. E’ vuoto e freddo. C’è un uomo da qualche parte che aspetta una telefonata. C’è la mia Li’An, che ha la terra fredda fra le dita dei piedi e nessuno glieli bacerà più.
Che bello ho ancora la febbre. Potete coccolarmi. Uh! Che bello i pretoriani oggi hanno il pennacchio blu. Ho la febbre che bello ma che male la testuggine. Cibalginerò. Oggi indosso un maglione US.Army verde e c'è n martello vicino al mio computer. Volete favorire una fetta biscottata con la martellata? uh! La febbre che bello. blub!
Ieri ho fotografato un ragno, era grosso e barocco. Se ne stava tranquillo sulla sua ragnatela ad aspettare il suo pasto quotidiano. E ho capito che la pazienza di quel ragno vincerà la frenesia del mondo.
Da quando non mi lamento più, le cose mi vanno meglio. Il tempo ha più spessore. I pennelli hanno più vita e la gente intorno sembra più rispettosa. Oggi pulirò un po' casa, giusto il necessario, e poi dipingerò o porterò avanti il mio progetto. Oggi mi prederò cura della mia ragna-tela.
Buona giornata.
Londra è un labirinto. Il filo di Arianna è una gran risata. E io ho conosciuto il mio Minotauro. E ho capito.
Ed ecco alcune cose che ho capito.
1 - Non sono un artista ma un Fabbricante di Porte. Le mie Porte sono degli Specchi che riflettono quello che chi guarda non vede.
2 - Le mie Porte conducono nel Sottosuolo del Mondo.
3 - Il Mondo è fatto di Carne e di Mente. La Carne è pura, la Mente mente perché le piace.
4 - Ho capito che tutto ciò che fa male e fa star male è Mente.
5 - Le costruzioni delle Mente sono ridicole, esileranti, spassose. La Mente la fotti prendendola in giro. Se la prende sul serio fai il suo gioco.
6 - Dopodiché ho capito che da grande voglio fare il Comico.
7 - Hegel non mi fa più paura.
Insomma, voglio ridere per sempre. Perché il Mondo è un Labirinto e il Minotauro ama danzare.
Dio, come sto bene.
Dimenticavo: Che la Felicità sia vedere le lucine con le lucciole intorno?