
La pericolosità del suo corpo era destabilizzante. Soprattutto dopo cena, quando i contrasti luce-ombra rendevano le sue curve più sofisticate. Quasi votate all’abbondanza. Erano quasi le due e mezzo quando le strappai il vestito di dosso.
“Stronzo che fai, era uno dei miei preferiti”.
Sarebbe stato inutile risponderle che proprio quello era un buon motivo per farlo. Ma non risultò inutile legarle i polsi al gancio d’acciaio che avevo fatto installare nell’ultima ristrutturazione.
“A che ti serve - mi aveva chiesto mia madre – un gancio da macellaio piantato là”.
“Mamma, farti due etti di cazzi tuoi no?”.
“Ah scusa eh”.
Il suo sguardo era instabile, sfuggente, non inchiodabile. Insopportabile, tanto da doverle sferzare un pugno sul muso.
Quando iniziò a colarle un po’ di sangue dal naso, le infilai due cannucce nelle narici e ci soffiai dentro.
E qui mi dovetti fermare perché mi venne da ridere. La slegai, chiamai un taxi e la mandai a casa avvolta nel mio impermeabile di pelle.
“Chiamami quando arrivi” le dissi io prima di sbatterla sul taxi.
Non mi chiamò, e non si fece mai più viva, così, senza darmi neanche uno straccio di spiegazione.
Ora ditemi voi, come cazzo si fa a capirci qualcosa di ‘ste donne. Bah.
Milano.
Porca puttana il computer non funziona. Si deve essere bruciato il trasformatore interno. E ho già beccato due multe per divieto di sosta. Fanculo.
La notte sogno ancora di essere in Vietnam, quando mi sveglio faccio fatica a credere di essere qui.
Siem Reap. (Cambogia). Siamo appena tornati dai templi di Angkor Wat. Anche questa volta, come per il resto del viaggio, i siti piu' interessanti e spettacolari sono stati adornati dalla pioggia. Il cielo plumbeo, lampi e tuoni hanno dato alle cinque torri del tempio una profondita' mistica che con i craker che stavo mangiando non c'entrava nulla. Ma sfamava... Tanto. In uno dei templi che abbiamo visitato c'era anche quella carogna di Shiva, disseminato qua e la' nella sua rappresentazione fallica.
Ancora un giorno e poi torniamo in Italia. See you later.
-2 al Vietnam.
A Milano fa un caldo porco e sotto questo porco io continuo indiffernte ma sudaticcio il mio trasloco. Ieri ho comprato le scarpe da trekking, non da Decatholon che hanno solo merdate per i piedi di sprovveduti avventori che di sentieri, montagne eccetera eccetera ne hanno calpestati ben pochi. Il tutto rigorosamente firmato. Quindi sono andato in un'armeria del centro e una simpatica signora mi ha venduto delle scarpe che sembra di cammine su una nuvola. Un cumulonembo cazzo. Mi ha anche venduto un'arma micidiale contro insetti e zanzare.. Speriamo non mi corroda la pelle e non inquini il fiume del Profumi.
Hanoi 26° - 94% di umidità.
Milano 34° - 50% di umidità.
Dove farà più caldo?