Colazione al Klein di via S.. Lui prende un caffè, lei un cappuccio. Lei lo guarda come fosse l'ultima volta. Lui finge di non sapere.
"Ho messo il cuore a posto" dice lei con le labbra sbuffate di schiuma.
"Cioè hai smesso di fare la troia e ti sei fidanzata?"
"Sì".
"Allora stasera non si scopa".
"Non so".
"Ok, passa dopo il Tg".
"Va bene".
"E il cuore?"
"Da domani".
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 11:08
mercoledì, giugno 30, 2004
ArgoMentz:


La prima cosa che noti di lei è il bianco. La seconda, che è fatta di cristallo sottile, pronta per essere frantumata da morsi, carezze e quant’altro. La sua indolenza è irritante. Se la tocchi trema, se le prendi la pelle tra le dita e stringi, subito compare un livido viola che con il passare dei minuti si amplifica diventando quasi rosso. Distesa sul letto non fa altro, giorno dopo giorno, che attendere la sua morte. Serena. Lattea. Perfetta come una vergine prossima all’essere sacrificata. Senza paura, senza manifestare la minima perturbazione.
“Mi è bastato annullare tutti quei desideri che potrebbero farmi soffrire, non è difficile. Vuoi provare anche tu?”
“No, preferisco sporcarti del desiderio indelebile di me, che la tua volontà nichilista non saprebbe annullare”.
“Allora vuoi farmi soffrire”.
“Sì, com’è umano che sia, ma divinamente”.
“Allora sì, va bene”.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 13:31
lunedì, giugno 28, 2004
ArgoMentz:


Ve la ricordate la sequenza iniziale di Full metal Jacket, in cui le giovani reclute vengono rasate sotto le note di Hallo Vietnam?
Ecco. Ieri sera stessa musica, rasoio e via… e sono entrato a pieno titolo nel mio periodo Monacale. Oggi infatti, infradito e camicia di lino. Depliant Oriente, aperto alla pagina Vietnam. 18 giorni di ferie. Batai! Batai!
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 09:39
venerdì, giugno 25, 2004
ArgoMentz:


 
Alla fin fine è meglio non far nulla. E crogiolarsi nell’inerzia cosciente. Ti pianto lì due tre giorni di silenzio. Che magari mi faranno sembrare vile ma in realtà dietro c’è tutta una psicologia del sottosuolo. Perché hai fatto due cose che non vanno fatte con me. La prima è il Bacio. E non dico altro. Tanto sei scema e non capisci. La seconda riguarda l'aritmetica, ma non c'entrano le sottrazioni.
In quanto alla storia dei petrolieri, dello sheraton e della tua finta gelosia, la prendo come una istigazione a mandarti a cagare. Ma cosa credi che abbia ancora un cuore?
“Adesso che farai?”.
“Che vuoi che faccia!?!”.
“Alla fin fine è meglio non far nulla”.







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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 13:38
mercoledì, giugno 23, 2004
ArgoMentz:


C'è chi al mondo non ha mai avuto l'occasione di usare il proprio corpo oltre la dimensione dei propri sogni.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 15:03
lunedì, giugno 21, 2004
ArgoMentz:


Week End: Pensato, sognato, elaborato, dipinto. Cenato con amici. Incazzato (ma neanche tanto). Ho un casino di nuove idee in testa. Un fottio, tante da essere intasatissimo. Per cui oggi non devo pensare a niente. Devo lasciar depesitare sul fondo, poi scremare. Ecco farò così.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 09:51
lunedì, giugno 21, 2004
ArgoMentz:


Regola n. 123.
Tre cose ci sono al mondo che puzzano di guai: una sei tu.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 10:12
venerdì, giugno 18, 2004
ArgoMentz:


"Che libro hai sul comodino?"
"Il Finnegan's Wake di Joyce"
"Funziona?"

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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 10:58
giovedì, giugno 17, 2004
ArgoMentz:


Questa è vita immaginaria. Fomentata dal desiderio. Lenita dalla realtà. Assopita nell'impossibilità. E' pura arte della deformazione.

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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 10:21
mercoledì, giugno 16, 2004
ArgoMentz:


Stasera Vernissage alla Mondadori Media Store di via Marghera. Ore 19.00.
Io sarò là, vicino al mio bacio ad accogliere chi volesse mettermi le mani addosso.
Sì, oggi ho bisogno di essere picchiato e malmenato.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 10:27
martedì, giugno 15, 2004
ArgoMentz:


Si chiama Li'An, e ancora non sa dov'è. Se lo sapesse non mi cercherebbe. E comunque dicono che spesso lei sia da un’altra parte. Spesso, non sempre. Ma per lei è troppo presto. Nonostante fuori sia già chiaro, dormirà ancora un po’. Le lenzuola sanno ancora di torpore.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 10:12
lunedì, giugno 14, 2004
ArgoMentz:



Regola n.134: Oggi nulla avrà senso se non sarò io a darglielo.
Il Senso di questo ritratto di Egon Schiele è questo: La nudità per essere tale deve essere un po' pudica.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 09:45
venerdì, giugno 11, 2004
ArgoMentz:


Da un frammento di foglio di carta rinvenuto stamane sotto la porta di casa.

Prima o poi cadrà, questa porta. E tu e tutti i tuoi occhi stralunati vi farete fottere come si confà. Mi sfuggono le vertigini e il desiderio pulsante recalcitrante non ha dubbi.
Prima o poi ti supererò in curva, e ti ferirò. Io sto in ogni senso, fin troppo. Su di te. Come si fa a dimenticarti senza cancellare un pezzo di me?
Perché non ti riprendi il buio, anche solo un po’, che mi hai iniettato? Stronzo coglione. Ridammi i miei morsi.
…ti amo nella misura in cui ti odio. E sento che non basta ancora.



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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 09:16
giovedì, giugno 10, 2004
ArgoMentz:


Hai mai conosciuto qualcuno che ti assomiglia così tanto da farti da specchio?
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 11:14
mercoledì, giugno 09, 2004
ArgoMentz:


Censurato. (stava diventando un puttanaio non ben intonato con il resto).
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 09:42
mercoledì, giugno 09, 2004
ArgoMentz:


“Li’An. Le baccanti sono finite sulla copertina di Vogue”.
Il suo manto vellutato di rosso cadmio, avvolge il teatro della mia testa, si muove fatata sulla scena ossessionandomi le dita. L’eccesso ti porterà, una mattina di queste, una luce bagnata tra le gambe. Ci sveglieremo dopo aver sognato migliaia di piedi snob gettarsi nello Stige infernale. Assaporerò la dolcezza bruciacchiata dell’inganno che sei, del limite toccato nell’atto estremo del tuo sbrodolarmi l’anima!
“Li’An, non ti incazzare se stasera la luna s’imbroncerà. Avrei dovuto prenderti come una mia debolezza e starti lontano, avrei dovuto evitare la dipendenza dalle tue caviglie”.
“Non trovi che anche il marmo stamattina abbia qualcosa di effimero?”
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 10:13
martedì, giugno 08, 2004
ArgoMentz:



W.e. fruttuso. Nonostante il mio fedele computer sia entrato in coma, rianimato e rimesso più o meno in sesto, sono riuscito a: finire un quadro nuovo. Farne uno da zero con sprizzo creativo (poi forse pubblico la foto) e a portarmi avanti con un altro. L'unica cosa che non ho fatto è stato scopare. Ci sarebbe stata bene scopata tra una pennellata e l'altra. Ehhh. Come non sopporto i padri altrui.

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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 12:41
lunedì, giugno 07, 2004
ArgoMentz:


Oggi sono alla Mondadori Media Store di via Marghera. Esporrò un pezzo (Il contrario di uno2) in una collettiva tra i libri. Stamattina lo ritocco un po'. Make up prima dell'apparizione in pubblico.

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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 09:01
sabato, giugno 05, 2004
ArgoMentz:


Il tempo passa lento, o forse si è fermato del tutto: come se qualcuno avesse otturato volutamente la clessidra. Lei desidera il suo corpo, ma solo il tempo necessario per riparare la clessidra otturata.
Lui le appoggia una mano dietro il collo, stringe, assapora il potere del premere e del assoggettarsi di lei, con l'altra mano fruga.
“Smettila, mi fai male”.
Lui stringe ancora. Lei apre la bocca e si cala giù prendendolo in bocca. Le piace sentire con la lingua le sue forme, i solchi pronunciati, morbidi ma duri, pieni di sangue. Vene impazzite.
Non so perché ma c'è del miele caldo. E lui lo versa sui piedi alteri e tesi di lei, sulle gambe. Si sofferma appena un po’ di più sulle cosce, fino a vederle brillare alla luce dondolante delle candele. Sale lentamente guarda le gocce cadere dense, lambire i fianchi e riunirsi sotto, nell'incavo della schiena. Non ha fretta. Lui non ha mai fretta. Aspetta che il rivolo la sfiori gentile, lascia che la avvolga e scenda, come la carezza di un amante appiccicoso.
La bocca di lei sospira invitante. Non è facile resistere, ma lui ha la bocca secca per l’emozione. Le labbra brucianti.
“Baciami”. Vuole lei.
“Non posso”. Lui.
Un guizzo della lingua sulle labbra. Lui sfugge e si abbassa sulle sue tette. Perché fermarsi, scende ancora. Le carni rosee e zuccherate, appiccicose e calde si intrecciano. Le gambe di lei si aprono un po’ di più, rivelando l'unico punto che Lui ha volutamente e crudelmente tralasciato...

“Ma noi due ci siamo già amati da qualche parte?” Chiede lui.
“Sì, forse stasera, o domani. O domenica”. Risponde lei.
L’ultimo granello di una clessidra è sempre il più esitante.
“Mi pareva sì”.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 11:56
venerdì, giugno 04, 2004
ArgoMentz:


The Short must go on. Il giorno dopo.
E' stato divertente diriggere tutti, la mia vena sadica e imperatoria ha potuto esprimersi al meglio. Gli attori hanno fatto la loro divertente figura. Platinette è notevole. La Donà è carente di fosforo al cervello ma va bene. Tutti sbavavano per la ballerina M. Io invece ho dovuto trattarla male. Checcazzo di luci ambrate vuole questa!? "Mavafanculo muoviti che dobbiamo provare, cazzo".
Sarà per questo che dopo ha passato la serata accoccolata accanto a me?
Mi piace fingere indifferenza davanti alla bellezza. Sembra quasi che sia lei a cercarti.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 10:16
venerdì, giugno 04, 2004
ArgoMentz:


Serata Sony. "The Short Must Go On".
Dovrò dirigere gli attori. Fare qualche ripresa per il back stage. La mia testa però è altrove.
Ho voglia di nudo su sfondo rosso.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 13:42
giovedì, giugno 03, 2004
ArgoMentz:


Appunti di viaggio.

Arrivo alla galleria alle 17.00. Jacki è australiana. Mi offre l'acqua gassata. Io bevo solo acqua naturale. Le faccio vedere le mie tele. Mi fotografa in strada mentre le tiro fuori dalla macchina. Fa molto reportage. Mi atteggio a Hemingway.
Mi fa vedere un originale di Kurt Cobain, disegnava come me. Forse a settembre si fa qualcosa, Jacki dice che devo conoscere Charlotte L. Mi parla di New York, Nizza e Los Angeles. A me viene in mente mio bisnonno e i suoi viaggi oltreoceano.
Mi sono venute un paio di idee per una performance on the road. (Devo parlarne a Michele, quel pazzo approverà). Devo dire ad Alberto che la prossima canzone la iniziamo direttamente con il ritornello e le strofe le mettiamo alla fine.

More fools in town.

 



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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 21:25
mercoledì, giugno 02, 2004
ArgoMentz:



E’ l’ora del polpastrello che fruga nei ricordi.
«Com’è strano, stasera, questo bar». Sembra la voce di un uomo piuttosto stordito, elegante nel suo tendere la mano e spegnere la sigaretta nel portacenere.
«Sono stanca di stare seduta su questa sedia a dondolo, vorrei lasciarmi andare al tremore della terra». Sorseggi un po’ di vino, Adrienne guarda altrove. Non ti sta ascoltando. Lui non è ancora ben visibile nel tuo campo ottico. Sforzati e guardalo bene, ma senza farti vedere. Cerca di non farti dei pregiudizi, anche se noti una piccola, forse insignificante, cicatrice sotto l’occhio sinistro. Si chiama si chiama si chiama Augen. Sta sorseggiando Quercia Grande del’96 con il suo amico Dioré. Il tuo tavolo è dietro il loro, Adrienne sta sognando un suonatore di cornamuse conosciuto a Londra due anni prima. Che scopate, peccato che sia ritornato in Scozia.
«Ti senti una strada nel deserto o un vicolo di Montmatre?» Augen, girandosi verso di te.
«Un vicolo, ma dipinto di rosso che poi si perde nel deserto». Gli rispondi tirando un po’ le labbra, ma senza sorridere.
«Ci sono beduini?»
«Cammelli senza padrone».
«Oasi?»
«Solo pozzi asciutti».
«Con o senza fondo?»
«Con la luna».
Ti appoggia la mano sul braccio. Afferra il tuo polso, delicatamente ma con decisione. Ti sorprende ti infastidisce, lo lasci fare.
«Sarebbe bello scoprire della polpa dentro sotto questa scorza».
«Evidentemente i signori hanno esagerato con il vino».
«Esagerare è una virtù che pochi possono esercitare impunemente».
Eccoti dunque nel bel mezzo di un respiro, tra la bocca di Augen e la proboscide turgida di un elefante. Non hai messo ordine nell’armadio stamattina, hai sempre creduto di vivere su un pianeta dove gli uomini non hanno il cazzo e sono senza mani labbra lingua. Solo occhi per ammirarti. Nient’altro che occhi, ma senza palpebre. La lingua di lui però la senti, morbida ma speleologa, rasente il tuo palato. Buono il suo sapore di bocca e vino.
Ti ricordi altro di quella notte?




















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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 09:31
martedì, giugno 01, 2004
ArgoMentz: