Come dice il Buon Giovanni Paolo: Prima o poi arriverà l'Unico Dio che ci giudicherà tutti, anche quelli che mi sbagliano i telai. Cazzo.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 10:55
venerdì, aprile 30, 2004
ArgoMentz:


Ho sonno. Mi hanno sbagliato le misure di due telai ad una settimana dalla mostra. Sono Nervoso. Piove.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 10:01
venerdì, aprile 30, 2004
ArgoMentz:


Ho un urgente bisogno che qualcuno mi censuri prima che dica cose per le quali Dio Padre Zues (il più Figo di tutti) non mi farà più entrare nell'Olimpo.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 09:57
giovedì, aprile 29, 2004
ArgoMentz:


“Allora passi da me stasera, che finiamo”. “Vengo solo se tu siedi sul tuo divano letto e ti metti a leggere un libro e ogni tanto mi lanci uno sguardo spietato che chiarifichi una volta per tutte l’intenzione che hai di abusare del mio corpo a tuo piacimento tipo incularmi o cose così, e se cazzo almeno me lo facessi succhiare sotto il tavolo mentre scriviamo la presentazione. Te la senti?” “Non so. Dovremmo finire, la mostra è alle porte, non so davvero”.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 17:22
mercoledì, aprile 28, 2004
ArgoMentz:


Non trovo più il tempo di parlarti. Deve essere finito sotto il cuscino o deve essere andato perduto nei tuoi continui spostamenti da una città all’altra. Quando lo troverò ti racconterò di quel venerdì sera che non ti ho risposto al telefono. E’ successo che lei s’è fatta trovare sotto casa mia con una parrucca biondotroia. Ti racconterò di come avrebbe voluto perdersi nei miei occhi per ore. Di come avrebbe voluto essere squartata dalla mia carne. Di come l’ho cacciata via. Ma non ti racconterò della malinconia. Di come soffro per la tua assenza. Di come non riesco a riempire il vuoto con un’altra.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 12:18
mercoledì, aprile 28, 2004
ArgoMentz:


Adoro gli intrecci impossibili, le supposizioni in blu e le sparizioni.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 11:42
mercoledì, aprile 28, 2004
ArgoMentz:


"Dov'è finito il pathos?" "Lo hanno sepolto in fondo all'oceano l'altra notte". "Ah cazzo. E adesso mi toccherà campare di anguria".
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 17:52
martedì, aprile 27, 2004
ArgoMentz:


Ieri sera ho visto kill bill vol. 2. Mi sono maledettamente rivisto nella figura di Bill. Attendo con impazienza che arrivi una perspicace Uma ad uccidermi. Ho anch'io delle interessanti storielle Zen da raccontare prima di morire.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 09:39
martedì, aprile 27, 2004
ArgoMentz:


Suono uno strumento senza note. Canto parole prive di peso. Non sono un violinista ne una supernova, anche se ho sempre desiderato farne scoppiare una. Invece sono un bimbo addetto al mestolo. Miscelo dissonanze dentro il calderone delle sintassi e ottengo una tendenza universale all’incomprensione. Io le chiamo impressioni brevi dal sapore di mente… Sono sfondi addormentati, cullati dall’assenza di qualcosa. E a volte mi chiedo se so andare in altalena.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 10:17
lunedì, aprile 26, 2004
ArgoMentz:


Chissà perché mi devo intossicare così. Devo smetterla di succhiare i pennelli dopo l'uso.
Quindi oggi me ne sto a casa e mi curo.


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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 10:22
giovedì, aprile 22, 2004
ArgoMentz:


Un angolo dorato sullo schienale della sedia. Il riverbero luminoso di un seno nell’indifferenza. Tramutato nell’informità dell’acqua, ti sorvolo e dall’alto cado precedendoti nel tocco. Ti sento intrisa di palpiti sconfinati.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 10:57
mercoledì, aprile 21, 2004
ArgoMentz:


Desnuda Way. Tutte le mattine entro nell’utero della madre che mi allatta, la città nevrotica che mi insulta. Senza usare parole, ma solo negandomi l’aria. Anche stamattina nessuna bomba è scoppiata. Nessun maniaco con quattro figli a carico mi ha puntato una pistola alla testa. Solo una ragazza, seduta al primo posto vicino all’entrata della carrozza, mi guarda incuriosita, forse ha capito che vorrei toccarle le pupille. Quando esco dal tapis roulant è troppo tardi per qualsiasi approccio. Ed è qui che entra in scena la ragazza dalle calze bordò. Ogni mattina mi passa il giornale senza rivolgermi la parola. Le parole scarseggiano soprattutto sulle bocche di quelli che hanno qualcosa da dire. Io me ne sto zitto perché una mina galleggia spensierata nel mio ventricolo sinistro. Non è scoppiata ieri, figuriamoci oggi. Evito l’ascensore e prendo le scale ad occhi chiusi, immaginando di salire i gradini che portano a Machu Pichu. Quando arrivo apro la porta, gli occhi, il cervello finto che mi ritrovo a vagare per i corridoi nevrastenici dell’agenzia pubblicitaria dove creo caos di merda e magia. Per lo più improbabili illusioni. Sono seduto sul culo caldo. Il mio culo, sorvegliato speciale, casto puro educato. Non si smuove. E’ troppo ben seduto. Se alzassi la gamba si dovrebbe contrarre. Qualcuno mi distoglie dai miei esercizi mentali quotidiani, scrivere solo parole che finiscono con ine, e mi chiede: “Ho bisogno di un testino”. Io capisco testicolo e la mina urta le viscose pareti delle mie arterie, un dragamine attraversa lo stretto di Magellano. Alcuni marinai vociferano di gengive e denti frantumati. Io non li ascolto, non posso sentirli. Sono troppo lontani. La Patagonia, la Terra del Fuoco, non esistono, perché non ci sono mai stato. Dovrei farle esistere… invece esiste il culo caldo su cui sono seduto da anni. Immobile, per niente danzante. Ho bisogno di un dragamine per scandagliare lo stretto di Magellano che mi separa da una decisione definitiva: infilzarmi nuovi desideri nella carne. I desideri sono dei pesci fuor d’acqua. Pesci volanti, mutanti in uccelli. Grandi e succulenti uccelli che esplodono contro le corazzate e quando la nave affonda qualcosa in questo mare di merda sembra cambiare. Lentamente ma cambia. E’ entrata nella mia vita Camy. E’ entrata senza chiedere permesso. Non ha suonato il citofono… Ha aperto la porta, è entrata e si è fatta un caffè. Non è la ragazza del giornale, non è neppure quella che mi guarda con concupiscenza seduta sotto tre paia di occhiali neri quando faccio colazione al bar. Camy è quella sul ciglio del burrone. Un ciglio che guarda all’insù. Ben curato. Mascara. Non troppo da appesantirlo. Lei fa il primo passo e si butta di sotto, perforando lo strato sottile che ci separa. «Mi chiamo Camy.» Poi tocca a me. «Io sono…» «Posso chiamarti Yak Porciglione?» Mi suggerisce lei. «Sembra il nome di un gangster.» Dico io mentre una mina urta contro le pareti dello stomaco in piena digestione. Una esplosione di succhi gastrici mi fa dire: «Put putrella!» Lei ride. Camy ride prendendomi sotto braccio e portandomi via tutta la notte. Mi lascio guidare volentieri dall’inaspettato. Forse troppo, perché ora il mio dragamine ha completato la sua missione. Non ci sono più mine che vagano nel mio fegato. Ho pulito anche tutti i capillari della pelle.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 09:50
martedì, aprile 20, 2004
ArgoMentz:


La mia Li'An si finge Inesistente. "Ti sembra l'ora?".
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 10:01
lunedì, aprile 19, 2004
ArgoMentz:


Se il paradiso e l'inferno convivessero nello stesso luogo tu saresti la loro casa.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 16:51
venerdì, aprile 16, 2004
ArgoMentz:


Gran partita a scacchi ieri sera. Ho ancora le mani che sanno di Regina.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 09:26
venerdì, aprile 16, 2004
ArgoMentz:


La poetica Aristotelica non ammette pause pubblicitarie. Quando l'onda emotiva si spezza la storia non regge più.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 17:31
giovedì, aprile 15, 2004
ArgoMentz:


Ops. Ho sbattuto la porta.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 16:31
giovedì, aprile 15, 2004
ArgoMentz:


La bellezza sarà convulsa o non sarà (Breton)
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 12:09
giovedì, aprile 15, 2004
ArgoMentz:


Qualcuno sta per uscire dalla mia vita, senza sbattere la porta.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 11:18
giovedì, aprile 15, 2004
ArgoMentz:


Qualcuno sta per entrare nella mia vita, senza bussare alla porta.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 09:41
giovedì, aprile 15, 2004
ArgoMentz:


Oggi il mondo sembra fiacco.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 11:24
mercoledì, aprile 14, 2004
ArgoMentz:


Nell’oscurità la lingua non ha una forma definita, eppure la sua informalità bagna. E lei non esitò a farsi largo tra le labbra di lui, cercando la disgregazione in atto che lui stava praticando con scrupolosità accademica sull’idea di lei. Una lingua in cerca di supplica “non farlo, non disgregarmi ora che siamo all’apice”. “Tu lo vuoi” risponde la lingua di lui, ritirandosi negli anfratti della bocca. Nell’oscurità si cade facilmente, se cadi all’indietro è peggio. Se sbatti la testa cadi dentro un sogno frammisto di due corpi-anima che si desiderano a prescindere. Comunque ne uscirai, ti rimarranno i segni. “Sei venuta a reclamare la tua esistenza?” “Sì”. “Te la meriti?” “Sì”. E’ solo una notte di pioggia. All’alba smetterà di dire “Sì”.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 15:54
martedì, aprile 13, 2004
ArgoMentz:


Ancora un colpo di pennello sul seno della Vergine Maria, per toglierle un po’ di maternità e darle un tono di adolescente purezza. Bussano alla porta, come busserebbe chi ha un conto in sospeso con me. “E’ aperto”. Di lei arriva prima il suo profumo vanigliato, poi il rumore dei tacchi sul pavimento di legno. Colpi infilzati con l’imperativo categorico di cui va fiera. “Fermati”. Le dico, senza girarmi e dando ancora un colpo di pennello al capezzolo sporgente della Vergine Maria. L’ordine le arriva improvviso che non se l’aspettava. Vacilla, esita. “Ho detto fermati”. “Stron…”. “Non ti ho dato il permesso di fiatare”. Ancora un colpo di pennello sulle labbra socchiuse della Vergine Maria, per darle una tonalità di rosa e toglierle un po’ di rosso impertinente. “Spogliati”. Dico io senza guardarla. “Spogliati ma non toglierti le scarpe. Ripiega bene i tuoi vestiti e disponili per terra vicino a te”. Lei esegue pedissequamente, senza fiatare, si denuda. “Adesso piega leggermente le ginocchia, allarga un po’ le gambe, e toccati”. Lei esegue pedissequamente, gemendo un poco mentre io do un altro colpo di pennello agli occhi della Vergine Maria, per toglierle un po’ di malizia e renderla un po’ più innocente mistica. “Adesso strusciati la mano sulla figa, imbevila bene dei tuoi umori e leccatela”. Lei esegue pedissequamente, leccando piano come una gattina. “Adesso prendi i tuoi vestiti e vattene che mi hai rotto i coglioni, e vestiti fuori che un po’ di freddo te la fa passare”. Lei prende i suoi vestiti e lentamente si avvicina alla porta. “Fermati”. Un altro colpo di pennello alla Vergine Maria. Per sbavarle una spalla, come se l’angelo dell’Annunciazione… “Adesso accucciati, e vieni qui camminando a gattoni”. Le sue ginocchia si sbucciano sui nodi sporgenti del legno. Una volta ai miei piedi si struscia sulle mie caviglie. “Adesso alzati e dammi uno schiaffo”. Intingo il pennello nel Blu Oltremare. “Ma…” “Ma, un cazzo”. Lei si alza e mi schiaffeggia. “Brava, adesso vattene e non permettere a nessun uomo di trattarti così, mai”. Si riveste. Mi ringrazia con un bacio sulla mano. Mi giro e la guardo negli occhi per la prima volta. E’ come la Vergine Maria penso. Le do un colpo di pennello sulla figa, il Blu oltremare si mischia al suo rosso naturale. “Adesso si che sei malata. Sparisci”. E se ne va.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 10:43
martedì, aprile 13, 2004
ArgoMentz:


"Ma se io non sono io, il problema è: chi mai sono? (...). No, ho deciso: resterò quaggiù per sempre. Che mettano pure la testa in questo buco e dicano: "Esci fuori, tesoro!". Io guarderò in su e chiederò "Chi sono? Prima di tutto voglio sapere chi sono e poi, se mi piace essere quella persona, allora verrò, altrimenti resterò quaggiù fino a quando non sarò qualcuno di mio gusto." Lewis Carrol, Alice nel paese delle meraviglie.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 11:25
venerdì, aprile 09, 2004
ArgoMentz:


Che roba. 7 ore al prontosoccorso per sentirsi dire: "Lei sta benissimo signorina". La prossima volta prima di portarla le faccio male veramente, così almeno l'attesa varrà la diagnosi. No?
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 10:33
giovedì, aprile 08, 2004
ArgoMentz:


Credo al 10% delle cose che mi dico. Credo al 20% delle cose che vedo. Credo al 30% delle cose che sento. A te non ho creduto mai. Eppure sei l'unica che mi ha convito.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 17:41
mercoledì, aprile 07, 2004
ArgoMentz:


La mia ultima opera: Il Contrario di Uno.2. http://www.exibart.com/profilo/imgpost/6286blk1-3-501-0(38084509)-ori.jpg Le altre opere le trovate nei link qui accanto.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 12:14
mercoledì, aprile 07, 2004
ArgoMentz:


Ieri sera ho pianto fino a tardi. Big Fish. Da quando il figlio racconta al padre la sua morte. E tutti i personaggi delle storie arrivano al suo funerale. Per chi racconta storie da una vita è una bella botta cazzo. Non piangevo così dalla morte di mio padre. Grazie Tim... centoni dallo psycho e poi vedi un film che ti sblocca tutto. Che buon sapore che hanno le mie lacrime.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 11:08
mercoledì, aprile 07, 2004
ArgoMentz:


Troppe pieghe tra le lenzuola. Troppe macchie sugli specchi. L’essenziale può già essere un particolare degno di nota. Stamattina le tue tette erano morbide e lattee. Le mie mani ruvide e indelicate. Fuggivi in bagno, dovevi prepararti: “E’ tardi tardissimo”. Bastava una parola e ritornavi su di me. Era bello stare dentro di te stamattina… era misto sonno, ondeggiante… se solo non avesse squillato il tuo telefono. Se solo il tuo fidanzato evitasse di chiederti dove hai passato la notte e prendesse atto che le streghe sono soggette alla luna piena di sé.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 11:47
martedì, aprile 06, 2004
ArgoMentz:


La menzogna ama ripetersi. E io mi annoio. Ho voglia della semplicità di una lumaca che striscia sbavando la foglia.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 16:58
lunedì, aprile 05, 2004
ArgoMentz:


Sembro ubriaco, invece sto giocando pigramente con la mia inesistenza, continua e lacerante distorsione delle papille gustative. «Eppure la vita vale una leccata!»
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 11:41
lunedì, aprile 05, 2004
ArgoMentz:


Cucina. Vivido sangue sul tagliere di legno. Un coltellino semi aperto. Frugoli d’insalata riccia, solleticano uno spicchio di pomodoro rosso e sugoso. Odore aspro di bucce d’arancia, sezionate maniacalmente in piccoli quadrati e perfettamente disposte una sull'altra, come si ammucchiano i ricordi che sanno di morte e non si lavano via. Schiena nuda contro il frigo. Fronte sudata e caldo che ci nuoti, ma fa freddo. Fa sempre freddo in una casa dove è da poco morto qualcuno. Se è la moglie di Clement ad essere morta fa ancora più freddo. Il suo volto appare ancora, quando lui se ne sta lì in trance, lasciando che il fantasma inafferrabile della sua bellezza sovrasti il ronzio del frigo, laceri le pergamene stampate con i sogni degli elefanti bianchi, strisci sinuoso sui colori monocromatici di una scacchiera di metallo, la regina nera è riversa, ma profuma ancora del bagnoschiuma con cui si stava lavando, sotto l’acqua fredda della doccia, quando il tubo flessibile apparve trasformato in un boa che la stritolò. «Se non avesse preso quelle pillole…» Fastidio sulla pelle, sotto l’avambraccio destro. Ci soffia. Si guarda intorno perplesso.

Clement lo sa, ha capito cos’è quell’improvviso disarmante che lascia attoniti quando la morte te lo infila nel culetto, e grida tutti insieme i ricordi della vita che non hai mai vissuto. Rimasti inespressi e negati all’esistenza. Solamente immagini senza punteggiatura.
«…i boa stritolano… ma perché uccidersi? Privarmi delle mie penetrazioni mattutine e delle tue conseguenti incazzature… Ti ricordi le prime volte che andavamo alle feste? Tu ti spogliavi senza preavviso davanti agli ospiti e pretendevi che ti annusassero ma senza toccarti… Eri una bellezza dissonante.»


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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 10:19
venerdì, aprile 02, 2004
ArgoMentz:


Ho visto un bacio dolce come miele caldo. Gli occhi chiusi, testardamente chiusi catturare un brusio. E ho visto la tua lingua, debole fiamma rosata, lentamente entrare nella mia bocca. Morbida, mia accarezza con calma. E dalla tua bocca aperta ho assaporato il gusto, raccolto il nettare. Hai ingoiato qualcosa. Un colpo basso... sento il sangue arrossarmi il volto. E guardo. Le bocche non si toccano ancora. I corpi neanche, si toccano. Non riesco a staccare lo sguardo. Ho visto un bacio bellissimo. Allora si può mi sono detta....
commenti (9)
Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 10:21
giovedì, aprile 01, 2004
ArgoMentz: